Voci libere
Ideazione di Giorgio Loner
Cura di Tadej Stolić, musicologo
Barzelletta: Nel bel mezzo della battaglia, una compagnia di soldati italiani è appostata in trincea. Il comandante ordina: «Soldati, all’attacco!». L’ordine è ovviamente gridato con voce potente e chiara per sovrastare il fragore della battaglia, ma nessuno si muove. Grida una seconda volta, ancora più forte: «Soldati, all’attacco!», ma ancora nessuno si muove. E poiché nelle barzellette tutto deve essere ripetuto tre volte affinché qualcosa si smuova, grida una terza volta, ancora più forte: «Soldati, all’attacco!». A quel punto dalle trincee si sente un commento: «Ah, che bella voce!».
Questa storiella ci descrive con chiarezza tutto il contesto misterioso di un fenomeno onnipresente e apparentemente dato per scontato come la voce umana. Infatti, anche un messaggio verbale espresso con estrema chiarezza può facilmente perdersi nell’interpretazione uditiva, per cui il significato viene ignorato e l’attenzione si concentra piuttosto sul mezzo stesso, ovvero sulla “bella voce”. I soldati rinunciano così alla loro funzione sociale e si trasformano in amanti del bel canto. La bellezza estetica della voce sovrasta il significato dell’ordine e l’arte sconfigge la guerra.
Anche il nostro ingresso in società inizia con il grido primordiale, la primaria manifestazione di vita, che già richiede un ascoltatore e innesca le prime forme di comunicazione. Allo stesso tempo, la voce supera la mera funzione comunicativa e, liberata dal significato, si offre all’ascolto come fonte di bellezza nella musica. Il canto, in quanto strumento primario e supremo dell’espressione umana, si sviluppa e coesiste attraverso gli strumenti musicali che cercano di ricreare la bellezza della voce umana o di abbracciarla attraverso l’accompagnamento musicale.
Nell’odierna cacofonia di voci della natura, della società, dei media, sembra che la musica sia l’unica cosa ancora in grado di creare una sorta di incisione nella nostra attenzione disturbata. La musica, infatti, richiede silenzio, da cui nasce e in cui essa risuona. Il canto e la musica esprimono ciò che le parole non riescono a esprimere, sono quindi una sorta di iper-significato espressivo. Pensiamo solo al piacere musicale che dura più a lungo della stessa esecuzione, poiché raggiunge il suo apice proprio alla fine, poco prima dell’applauso finale. Ed è proprio questa eco che dilaga nella voce interiore e diviene l’essenza del programma offerto. La musica quindi come voce del silenzio, come il lamento che trae ispirazione dalla natura lontana di rituali e del folklore passato: nella versione urbana contemporanea della tarantella distorta di Maria Mazzotta, o nella voce del Dioniso in giacca in pelle, Wasted Pido, fino alla scissione futurista e distopica della società individualista del collettivo hip hop noise Uochi Toki. Voci diverse ma che parleranno alle nostre voci interiori. Vi invito quindi a sentire e ascoltare in un rito collettivo volto a sovrastare il rumore della quotidianità e a liberarci attraverso il canto. (Tadej Stolić)
Centro per la Cultura: entrata libera. Posti limitati, consigliata la prenotazione: 0473 230128 – info@mairania857.org
Casablanca: entrata con tesseramento obbligatorio: Euro 18,00 – Posti limitati, consigliata la prenotazione: 0473 230128 – info@mairania857.org
3° appuntamento
Sabato 25 aprile 2026 – ore 20:30
CASABLANCA – Merano, vicolo Passirio 29
UOCHI TOKI (elettronica – noise – spoken word – rap)
Lo storico duo rap composto da Matteo “Napo” Palma e Riccardo “Rico” Gamondi (parole il primo, basi il secondo) è dal lontano 2002 una delle realtà storiche più importanti della scena rap indipendente italiana. Da tempo ormai gli Uochi Toki non sono più solo loro stessi, ma il risultato di incroci e contaminazioni. Fin dalle esperienze con le numerose edizioni della Gara Delle Batterie Elettroniche, passando per il ricettacolo-label Light Item, creato da Rico, si è andato via via rafforzando l’aspetto sistemico del suono e delle parole grazie alla loro opera di ricerca e dialogo con chi compone elettronica e testi in una dimensione bedroom. Il duo non è (solo) un manipolo solipsistico di visionari, bensì parte di una rete sommersa e discontinua della quale, a dirla tutta, non costituiscono nemmeno il centro. Per restituire questa idea ad un pubblico sempre più abbacinato dalla figure di riferimento, ecco che gli Uochi Toki hanno cominciato a presentarsi sul palco mostrando questa dimensione collettiva, portando con loro altre voci e altri suoni dalla grande foresta che lo scarsissimo attention span non riesce ad esplorare. Al loro concerto fate conto di assistere ad una jam session, ad un musical noise, ad una miscellanea dove non si viene per richiedere la canzone preferita ma per sentire proposte sbilanciate.
Riccardo Gamondi Rico – elettronica
Matteo Palma Napo – voce
Mrs Bhutan – voce