Introdotto nel Canto XXVI, San Giovanni interroga Dante, ora accecato dallo splendore del santo, sulla carità: in che cosa consiste questa virtù, a chi è rivolta e che frutti porta. Dante parla dell’amore come scopo della sua vita, come ognuno ha bisogno dell’amore per vivere, e l’amore più alto è quello di Dio, da cui ha origine la stessa vita. E l’amore di Beatrice ha tratto Dante dalla “selva oscura” e lo ha accompagnato dall’inferno al purgatorio e ora in paradiso.
Dalle anime del cielo delle stelle fisse si leva un canto di gioia. Dante riacquista la vista e vede un’altra anima, quella di Adamo, con il quale si parlerà del peccato originale, dell’esistenza del limbo, della primitiva lingua dell’uomo e della sua vita nel Paradiso Terrestre.
A cura di Maria Carla Alessandrini
Entrata libera