Claudio Naranjo (psichiatra, psicoterapeuta e antropologo cileno) è noto per aver contribuito a fondare la psicologia transpersonale, ovvero un ponte di unione tra scienza, psicologia e spiritualità. Tra le sue molte riflessioni, ha messo in connessione due ambiti solo apparentemente slegati tra loro: i 7 peccati capitali e le principali malattie mentali riconosciute oggi in ambito psichiatrico e psicanalitico.
Quello che risulta interessante è il cambio di paradigma con cui queste istanze vengono percepite: in un caso, nel Medioevo, l’uomo era considerato “responsabile” del suo peccato. Nel caso successivo, nella modernità, l’uomo viene visto come vittima di un disturbo.
Come si è giunti a questo cambiamento? E soprattutto: in che misura siamo responsabili dei malesseri che ci affliggono?
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